Post-Covid: Quale «Fase 2» per la mobilità elettrica?

Gli esperti continuano ad interrogarsi ma quasi tutti sono d’accordo: la transizione in atto non si arresterà così facilmente.


Il coronavirus sta mettendo a dura prova la sostenibilità degli investimenti nel settore della mobilità elettrica e sono già diverse le stime sull’impatto causato dal Lockdown nei piani di sviluppo delle principali case automobilistiche.
Rimane però la convinzione che nel mondo Post Covid-19 prevarrà un forte interesse allo sviluppo di questa tipologia di mobilità. Con ogni probabilità sarà posta ancora più attenzione ad aspetti già oggi ritenuti fondamentali quali l’impatto ecologico, la decarbonizzazione e la capacità di innovazione, improntata al rispetto di alcuni specifici valori che andranno sempre più ad affermarsi.

Molti analisti basano le loro stime su due punti considerati irreversibili:

  • La transizione tecnologica verso la mobilità elettrica non subirà alcun arresto in quanto la preferenza dei consumatori sarà ancor più incentrata sugli aspetti: ecologico (riduzione della CO2) e sanitario (riduzione dell’inquinamento nei centri cittadini), entrambi percepiti dalla maggior parte dell’opinione pubblica come correlabili allo sviluppo delle auto a batteria. Tuttavia, gli investimenti potranno subire un rallentamento non trascurabile.
  • I vincoli ambientali imposti dall’UE potrebbero essere ridotti per un certo periodo di tempo al fine di aiutare il mondo dell’automotive a far fronte alla crisi di liquidità generata dall’emergenza. Il Green Deal europeo resterà comunque una priorità e sarà utilizzato come strumento fondamentale di rilancio dell’economia dell’Eurozona.

Pertanto, seppur sul breve periodo molti acquirenti decideranno di rimandare le proprie spese, per molti altri che necessariamente dovranno sostenerle, lo faranno con maggior probabilità a favore della mobilità elettrica. Questo a patto di una sostenuta incentivazione pubblica, che possa assorbire in parte lo sforzo ancora richiesto per l’acquisto delle nuove tecnologie.

Inoltre, gli stessi governi europei potrebbero riporre un notevole interesse nell’incentivare prioritariamente la ripresa di un settore considerato particolarmente strategico come quello dell’automotive e, nel promuoverlo, la scelta ricadrebbe senz’altro sullo sviluppo e la vendita delle tecnologie considerate più “green”e ad oggi già disponibili.
A livello europeo insomma, sul breve termine potrebbe aprirsi un canale privilegiato che vada ad incentivare positivamente tutto il settore della sostenibilità, declinato nei suoi diversi aspetti, tra i quali un posto importante è rappresentato proprio dalla mobilità elettrica.

Questo approccio, unito a scelte geopolitiche particolarmente strategiche, quali ad esempio la maggior propensione a generare filiere produttive europee rispetto a delocalizzazioni nel “Far East” (back- reshoring) o promuovere la cooperazione tra i principali operatori del settore con grandi progetti comunitari di finanziamento, porterebbe senz’altro a ridurre l’impatto che il Coronavirus avrà nei prossimi due-tre anni sull’economia europea della mobilità sostenibile.

Il Consorzio Esperienza Energia –CEE, da sempre sensibile alle possibili soluzioni in grado di ridurre la quantità di CO2 emessa nell’atmosfera, promuove la transizione tecnologica verso la mobilità elettrica delle imprese Consorziate attraverso ENERHUB. L’E-mobility Company (a controllo CEE) nata per offrire prodotti, servizi e soluzioni tecnologiche necessarie all’erogazione di un servizio completo di ricarica per la mobilità elettrica.


 

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