Di fronte alla crescente incertezza dei mercati energetici e alle tensioni geopolitiche internazionali, le imprese italiane, in particolare quelle energivore, stanno accelerando gli investimenti in efficienza e autonomia energetica. Ogni MWh risparmiato si traduce in un risparmio medio di circa 100 euro, ovvero 10.000 euro l’anno per ogni 1.000 MWh di consumo.
Fabio Zambelli, direttore del Consorzio Esperienza Energia (CEE), evidenzia come questi numeri spingono sempre più aziende a rivedere le proprie strategie per contenere i costi, ridurre la dipendenza dal mercato e proteggere la competitività.
“In questo contesto di incertezza molte imprese stanno accelerando percorsi di efficientamento energetico”, sostiene Zambelli, “soprattutto nei settori energivori, ovvero i settori industriali che hanno alti costi energetici rispetto al fatturato e che si trovano in specifici settori ‘a rischio delocalizzazione’. Stiamo registrando un numero crescente di richieste da parte delle aziende, spinte non solo da obblighi normativi, ma soprattutto dall’urgenza di contenere i costi e aumentare la propria autonomia energetica. Sempre più imprese scelgono di investire in impianti di produzione energetica, anche da fonti rinnovabili, per ridurre la dipendenza dal mercato e dai suoi continui rincari”. “Grazie agli interventi di efficientamento energetico”, continua Zambelli, “è possibile ottenere in media un risparmio del 5%. Naturalmente, il risultato può variare sensibilmente in base al tipo di processo produttivo, alla natura dell’intervento e all’entità dell’investimento”.
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