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Oneri di sistema: cosa sono e come funzionano
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Oneri di sistema: cosa sono e come funzionano

Nelle bollette di energia elettrica e di gas imprese e famiglie, oltre ai servizi di vendita (materia prima, commercializzazione e vendita), ai servizi di rete (trasporto, distribuzione, gestione del contatore) e alle imposte, si trovano a pagare anche la “spesa per gli oneri di sistema”.

Cosa si intende per oneri di sistema?

Si tratta di componenti tariffarie, introdotte nel tempo da specifici provvedimenti normativi, il cui gettito, di natura parafiscale, è destinato alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale, anche complementari al sistema elettrico e del gas, finanziando progetti che vanno dallo sviluppo degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, al sostegno alle famiglie in difficoltà, alle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia.

 

Gli oneri di sistema rappresentano quindi una sorta di contributo che lo Stato chiede ai clienti finali per tramite dei fornitori, i quali sono tenuti alla riscossione degli oneri dalle fatture - per conto dei distributori - per il successivo trasferimento su appositi Conti di gestione istituiti presso la CSEA (Cassa per i servizi energetici e ambientali) e il GSE (Gestore dei servizi energetici).

 

L’utilizzo e la gestione di questi fondi sono disciplinati dall’Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente (Arera), che aggiorna trimestralmente le aliquote sulla base del fabbisogno.

 

Gli oneri di sistema vengono applicati allo stesso modo, indipendentemente dal fornitore scelto, e a prescindere dal tipo di contratto nel regime di maggior tutela o nel mercato libero.

Quanto incidono sul costo complessivo?

Gli oneri di sistema possono rappresentare un peso considerevole sui costi imposti ai consumatori: nel 2024 gli oneri di sistema per l’energia elettrica pesano circa il 20% per una famiglia e il 30% per un’impresa; gli oneri di sistema gas pesano circa il 5% per una famiglia e il 10% per un’impresa, incidenza superiore a quella dei corrispettivi dei servizi di rete a copertura di costi di trasmissione, di distribuzione e misura.

In seguito alla crisi energetica iniziata a fine 2021, per mitigare le forti tensioni sui prezzi energetici, il Governo ha adottato misure straordinarie, tra cui prima la riduzione e poi l’annullamento di tutte le componenti tariffarie utilizzate per raccogliere le risorse necessarie alla copertura degli oneri generali di sistema (elettricità e gas); il finanziamento di tali oneri è assicurato con trasferimenti di risorse del Bilancio dello Stato.

Tuttavia, l’annullamento delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali ha costituito una misura del tutto temporanea: a partire dal mese di aprile 2023 per l’energia elettrica, e da Gennaio 2024 per il gas, in concomitanza con la flessione dei prezzi della materia prima energia, il Governo ha smesso di stanziare risorse a carico del Bilancio dello Stato per mantenere azzerati gli oneri di sistema, pertanto Arera ha progressivamente riattivato tali componenti tariffarie.

Rivedere il sistema degli oneri è una necessità

Tutto il sistema degli oneri, a partire dalle loro modalità di riscossione attraverso la filiera, dovrebbe essere ripensato, come da molto tempo chiede Arera e in linea con il traguardo M1.C2-7 del PNRR, che prevede, di “eliminare l’obbligo per i fornitori di riscuotere oneri non collegati al settore dell’energia”.

La legge di Bilancio 2023 prevede un percorso di progressivo trasferimento a carico della fiscalità generale degli oneri generali di sistema, che si è avviato “in prima attuazione” con la “fiscalizzazione” strutturale, a decorrere dall’anno 2023, degli oneri connessi allo smantellamento delle centrali e impianti nucleari e per la realizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi (cd. “oneri nucleari”)

Il trasferimento alla fiscalità generale degli oneri generali non può chiaramente essere raggiunto in un unico passaggio per evidenti motivi di compatibilità con le politiche di bilancio, ma si auspica che tale percorso venga gradualmente portato a termine, come fatto anche in altri Paesi dell’Unione Europea: particolarmente rilevante è la misura adottata in Germania, dove il supplemento tariffario “EEG” a copertura degli oneri per le fonti rinnovabili, in precedenza raccolti tramite le bollette elettriche, è stato completamente fiscalizzato dal 1° gennaio 2023.

Sarebbe una grande occasione per aumentare la competitività delle imprese italiane a livello europeo, e anche per dare maggiore trasparenza alle bollette delle famiglie, soprattutto in questa fase di avvio di completamento della liberalizzazione del mercato energetico.

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