Il mercato dell'energia in una fase ancora caratterizzata da forti oscillazioni. La sospensione degli attacchi militari statunitensi contro l’Iran, annunciata il 27 luglio per lasciare ulteriore spazio alla diplomazia, ha inizialmente favorito una riduzione del premio di rischio. Il Brent ha perso il 6%, mentre il TTF ha registrato un ribasso nell’ordine del 5%.
I prezzi sono rimasti contenuti anche nella giornata successiva, con gli operatori in attesa di nuovi sviluppi diplomatici. La situazione si è però nuovamente deteriorata mercoledì, quando sono riemersi contemporaneamente diversi elementi di tensione.
Donald Trump ha ribadito gli avvertimenti relativi a un possibile attacco a Pickaxe Mountain, sito sospettato di ospitare un impianto nucleare iraniano. Nello stesso momento, gli Houthi hanno dichiarato di aver colpito due petroliere saudite nel Mar Rosso, riportando l’attenzione sulla sicurezza dello Stretto di Bab el-Mandeb.
Bab el-Mandeb rappresenta, dopo Hormuz, una delle principali rotte utilizzate per le esportazioni energetiche mediorientali verso Europa e Asia.
Attraverso questo passaggio, la sola Arabia Saudita movimenta oltre 3,6 milioni di barili al giorno, equivalenti a più del 3% del mercato petrolifero globale. Lo stretto è inoltre utilizzato dalle esportazioni provenienti da Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.
Un’eventuale chiusura costringerebbe le navi a circumnavigare l’Africa passando dal Capo di Buona Speranza. Il percorso richiederebbe da due a tre settimane aggiuntive, con un conseguente aumento dei costi assicurativi, del carburante e del trasporto.
Nella stessa settimana sono state segnalate anche riduzioni della produzione di greggio in Kazakhstan, in seguito ad attacchi contro petroliere che hanno bloccato i carichi. La rotta interessata movimenta circa il 2% dell’offerta globale.
Il mercato si trova quindi esposto contemporaneamente alle condizioni di transito nello Stretto di Hormuz e alle tensioni nel Mar Rosso. La pausa diplomatica ha prodotto una prima correzione delle quotazioni, senza tuttavia eliminare i rischi legati alla sicurezza delle infrastrutture e dei trasporti.
Nell’ultima settimana di luglio il TTF CAL27 si attesta intorno a 42,80 €/MWh, in aumento dell’1,18% rispetto ai 42,30 €/MWh della settimana precedente.
Il PSV CAL27 si attesta a 44,30 €/MWh, con un incremento settimanale dell’1,26% rispetto a 43,75 €/MWh. Per le scadenze successive, il TTF CAL28 è pari a 29,95 €/MWh e il PSV CAL28 a 31,45 €/MWh.
. Negli ultimi giorni di luglio il TTF ha seguito l’evoluzione della situazione geopolitica, registrando una marcata discesa lunedì e martedì e un nuovo recupero mercoledì, dopo le notizie provenienti dal Mar Rosso e gli avvertimenti relativi a Pickaxe Mountain.
Sul fronte dell’offerta, QatarEnergy ha esteso fino alla fine di settembre la dichiarazione di forza maggiore sulle consegne di GNL destinate a Edison.
La proroga conferma che le interruzioni alle esportazioni dal Golfo non dovrebbero risolversi nel breve periodo:circa 6 milioni di tonnellate di volumi persi potrebbero essere compensate solo parzialmente da una maggiore produzione in altri Paesi.
Gli incrementi dovrebbero provenire principalmente da Stati Uniti, Australia, Malesia e Oman. La compensazione dovrebbe tuttavia avvenire a prezzi strutturalmente più elevati, necessari per incentivare gli operatori a massimizzare la produzione.
La competizione tra Europa e Asia per i carichi di GNL disponibili continuerà quindi a rappresentare un elemento di pressione sulle quotazioni.
Il quadro degli stoccaggi europei rimane uno dei principali elementi di vulnerabilità in vista della prossima stagione invernale.
Il livello medio di riempimento dell’Unione europea si attesta al 56%, sensibilmente al di sotto del 67% registrato nello stesso periodo del 2025.
entro il 1°novembre.
La capacità di stoccaggio in Italia è ben al di sopra della media europea del 56% secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, con i propri impianti di stoccaggio del gas al 75% della capacità ed è sulla buona strada per raggiungere il 90% prima dell'inverno.
Sul mercato elettrico, nell’ultima settimana di luglio il contratto Italia CAL27 registra 121,90 €/MWh, in aumento dell’1,50% rispetto ai 120,10 €/MWh della settimana precedente.
Il CAL27 tedesco è pari a 107,75 €/MWh, mentre quello francese raggiunge 67,35 €/MWh. Il mercato italiano mantiene quindi quotazioni superiori rispetto ai due principali riferimenti continentali.
Il PUN Italia forward 2026 è pari a 145,54 €/MWh. Per il 2027 il valore si attesta a 121,00 €/MWh, mentre la quotazione relativa al 2028 è pari a 95,50 €/MWh.
Per luglio 2026 viene indicato un valore di 156,59 €/MWh, superiore del 38,42% ai 113,13 €/MWh registrati nello stesso mese del 2025.
I dati Terna di giugno 2026 indicano una richiesta dalla rete pari a 28.034 GWh, in aumento dell’1,72% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Il saldo con l’estero è stato pari a 4.247 GWh, con una riduzione dello 0,52% su base annua. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 42,72% della domanda.
Nel dettaglio, la produzione fotovoltaica ha raggiunto 6.547 GWh, con una crescita del 15%. La produzione idroelettrica è invece scesa a 3.827 GWh, registrando una contrazione del 24%.
La produzione eolica, pari a 1.188 GWh, è diminuita del 3%, mentre quella geotermica si è attestata a 415 GWh, in calo del 2%. La produzione termica ha raggiunto 11.897 GWh, aumentando dell’8% rispetto a giugno 2025.
Nell’ultima settimana di luglio ilBrent attesta 90,10 dollari al barile, in aumento del 2,50% rispetto agli 87,90 dollari della settimana precedente.
in seguito all’annuncio della sospensione degli attacchi contro l’Iran il Brent è diminuito del 6% . La nuova escalation nel Mar Rosso ha però determinato un recupero delle quotazioni.
Il rischio non risulta quindi limitato allo Stretto di Hormuz. Un’eventuale chiusura di Bab el-Mandeb aprirebbe un secondo fronte di interruzione dell’offerta, con conseguenze sulle forniture dirette verso l’Europa e l’Asia orientale.
Anche la riduzione della produzione in Kazakhstan rappresenta un ulteriore elemento di pressione, in un mercato che continua a reagire rapidamente agli sviluppi geopolitici.
Le quote di CO₂ nell’ultima settimana si attestano a 82,90 €/t, senza variazioni rispetto alla settimana precedente. La media registrata nel 2026 è pari a 77,64 €/t, sostanzialmente in linea con la media degli ultimi cinque anni, pari a 77,10 €/t.
Il carbone scende invece a 118,30 dollari per tonnellata, con una riduzione settimanale del 2,23% rispetto ai 121 dollari della rilevazione precedente.
La media del 2026 è pari a 113,47 dollari per tonnellata, mentre quella degli ultimi cinque anni raggiunge 148,32 dollari.
Il quadro di fine luglio resta condizionato dall’evoluzione dei rapporti tra Stati Uniti e Iran, dalla sicurezza degli Stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb e dalla disponibilità di GNL.
A questi elementi si aggiungono la durata della forza maggiore dichiarata da QatarEnergy, la competizione tra Europa e Asia per i carichi disponibili e il ritmo di riempimento degli stoccaggi europei.
La prima discesa dei prezzi e il successivo recupero mostrano come le quotazioni continuino a reagire rapidamente agli sviluppi geopolitici. Sul piano strutturale, il divario tra gli stoccaggi europei e quelli dello scorso anno e le limitazioni alle forniture dal Qatar restano i principali elementi da monitorare in vista dell’inverno.
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Il TTF CAL27 è pari a 42,80 €/MWh e il PSV CAL27 a 44,30 €/MWh. Le quotazioni CAL28 si attestano rispettivamente a 29,95 e 31,45 €/MWh.
Gli stoccaggi dell’Unione europea sono al 56%, contro il 67% dello stesso periodo del 2025. Il livello italiano è pari al 75%.
Il contratto Italia CAL27 è pari a 121,90 €/MWh., Il valore tedesco è di 107,75 €/MWh e quello francese di 67,35 €/MWh.
Attraverso lo stretto, la sola Arabia Saudita movimenta oltre 3,6 milioni di barili al giorno. Una chiusura allungherebbe i viaggi navali di due o tre settimane, aumentando i costi logistici, assicurativi e del carburante.
I principali fattori indicati dai report sono l’evoluzione delle tensioni con l’Iran, la sicurezza delle rotte marittime, la disponibilità di GNL, la competizione tra Europa e Asia e il livello degli stoccaggi europei. Fonti: report CEE “Mercato Gas & Power”, aggiornato al 28 luglio 2026 , e aggiornamento “Mercati Energetici” del 30 luglio 2026.
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