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La Commissione Europea adotta la proposta Omnibus: Impatti sulla CSRD e sulla CSDDD

La Commissione Europea adotta la proposta Omnibus: Impatti sulla CSRD e sulla CSDDD

Il 26 febbraio, la Commissione Europea ha adottato la proposta Omnibus relativa alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD). Questo pacchetto normativo introduce importanti semplificazioni e ridefinisce gli obblighi per le aziende soggette alla rendicontazione ESG.

Principali modifiche alla CSRD

 

1) Riduzione del perimetro delle aziende soggette alla rendicontazione
Le nuove disposizioni si applicheranno esclusivamente alle grandi imprese con più di 1.000 dipendenti e che superano 50 milioni di euro di fatturato o 25 milioni di euro di bilancio totale.
Questa modifica comporterà una riduzione di circa l’80% delle aziende obbligate alla rendicontazione, allineando il perimetro della CSRD ai criteri della CSDDD.

 

2) Introduzione del "Value Chain Cap"
Per le imprese che non rientrano più nel perimetro della CSRD (meno di 1.000 dipendenti), la Commissione adotterà, mediante atto delegato, uno standard di rendicontazione volontario (VSME), sviluppato da EFRAG.
Lo standard fungerà da limite alle informazioni che le aziende soggette alla CSRD potranno richiedere ai propri fornitori di dimensioni più ridotte.

 

3) Revisione degli ESRS
La Commissione procederà alla revisione dell’European Sustainability Reporting Standards (ESRS) con i seguenti obiettivi:

  • Riduzione del numero di dati richiesti
  • Chiarimento di disposizioni ritenute poco chiare
  • Maggiore coerenza con altre normative esistenti

 

4) Eliminazione degli standard settoriali
La proposta prevede l’abrogazione del mandato alla Commissione per l’adozione di standard settoriali specifici.

 

5) Soppressione della transizione verso la "reasonable assurance"
La Commissione non avrà più la facoltà di proporre il passaggio dalla limited assurance alla reasonable assurance.

 

6) Posticipo delle scadenze per la rendicontazione
Il pacchetto normativo prevede un rinvio di due anni dell’entrata in vigore degli obblighi di rendicontazione per le grandi imprese non ancora conformi alla CSRD e per le PMI quotate (Wave 2 e 3).

La proposta Ombinus: tutte le modifiche normative

 

Clean Industrial Deal e semplificazione regolatoria
Le recenti decisioni della Commissione mirano a bilanciare la transizione verde con la competitività economica dell’UE, riducendo gli oneri normativi e rafforzando la resilienza industriale.

 

Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM)

  • Progettazione semplificata: il 90% delle imprese che rientrano nell’ambito di applicazione sarà escluso dalla regolamentazione diretta.
  • Nonostante le esclusioni, il 99% delle emissioni sarà comunque coperto.
  • Introduzione di un sistema volontario di certificazione dell’UE.

 

Direttiva sulla Dovuta Diligenza (CSDDD)

  • Si applica solo ai partner commerciali diretti (Tier 1), non ai fornitori indiretti.
  • Misure da riesaminare ogni cinque anni.
  • Le penalità devono essere proporzionali, non basate sul fatturato.
  • Disposizioni in materia di responsabilità civile annacquate.

 

Reportistica sulla Tassonomia UE

  • Approccio più proporzionato, escludendo l’80% delle imprese.
  • Gli obblighi di rendicontazione si applicano alle aziende con un fatturato superiore a 450 milioni di euro, in linea con CSRD e CSDDD.
  • Nessuna responsabilità civile a livello dell’UE.

 

Le nuove misure segnano un’importante svolta nella regolamentazione ESG in Europa, semplificando gli obblighi per le imprese e rendendo la transizione industriale più gestibile. Tuttavia, restano incertezze sulle risorse necessarie per sostenere la transizione verde e sulla capacità delle imprese di adattarsi alle nuove regole. Il futuro della sostenibilità aziendale in Europa rimane in continua evoluzione.

 

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