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Fotovoltaico sui parcheggi aziendali: in Emilia-Romagna contributi fino a 100.000 euro

Fotovoltaico sui parcheggi aziendali: in Emilia-Romagna contributi fino a 100.000 euro

La Regione Emilia-Romagna introduce una nuova misura dedicata all’autoconsumo fotovoltaico nelle imprese, finanziata nell’ambito del PR FESR 2021-2027. Il bando concentra le risorse su una tipologia precisa di investimento: impianti installati sulle pensiline di parcheggi esistenti oppure di nuovi parcheggi realizzati su superfici già impermeabilizzate.

La dotazione complessiva è pari a 3 milioni di euro. Le domande potranno essere presentate tramite Sfinge2020 dalle ore 10:00 del 30 settembre alle ore 13:00 del 16 novembre 2026. La procedura non è a sportello: i progetti saranno valutati e inseriti in graduatoria.

 

Chi può accedere al bando

La misura è rivolta alle piccole e medie imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, purché regolarmente costituite, attive e iscritte al Registro delle imprese.

L’unità locale o la sede operativa interessata dal progetto deve essere situata in Emilia-Romagna e risultare dalla visura camerale. Sono esclusi i progetti riferiti alla pesca e acquacoltura e alla produzione primaria di prodotti agricoli.

Tra i requisiti da verificare prima della domanda rientra anche la presenza di una polizza CAT-NAT valida, conforme agli obblighi previsti dalla normativa nazionale. Ogni impresa può presentare una sola domanda.

 

Quali impianti sono finanziabili

Il progetto deve comprendere obbligatoriamente un impianto fotovoltaico installato su pensiline a copertura di un parcheggio. Sono ammesse nuove installazioni e potenziamenti di impianti esistenti mediante nuove sezioni, con potenza complessiva inferiore a 1 MW.

Il dimensionamento deve essere coerente con i consumi reali del sito produttivo: la producibilità annua prevista dell’impianto non può superare il consumo annuo di energia elettrica dell’intero sito, considerando tutti i POD interessati. Non sono quindi ammessi impianti destinati alla cessione totale dell’energia prodotta.

L’impostazione è coerente con il taglio già adottato dalla Regione negli strumenti PR FESR dedicati all’efficienza e alle rinnovabili, dove l’autoproduzione e la riduzione dei consumi rappresentano elementi centrali dell’investimento.

 

Accumulo: ammesso con una condizione precisa

Il fotovoltaico può essere integrato con sistemi di accumulo, ma almeno il 75% dell’energia caricata annualmente nella batteria deve provenire da un impianto rinnovabile direttamente collegato. In caso contrario, i costi del sistema di accumulo non sono riconosciuti come ammissibili.

L’investimento candidato deve inoltre avere un valore minimo di 70.000 euro, IVA esclusa, soglia che deve essere mantenuta anche in fase di realizzazione e rendicontazione.

 

Contributo fino al 40%, con tetto a 100.000 euro

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile, con un massimo di 100.000 euro per progetto.

L’intensità può salire al 40% se l’impresa possiede almeno una delle premialità previste. Tra queste rientrano, ad esempio, la nomina volontaria di un Energy Manager o di un EGE, la certificazione ISO 50001, la localizzazione in determinate aree montane, interne o assistite e il possesso del Rating di legalità. Anche in presenza di più condizioni, la maggiorazione resta pari a cinque punti percentuali e il limite di 100.000 euro non cambia.

 

Spese ammesse e diagnosi energetica obbligatoria

Sono finanziabili fornitura e installazione dell’impianto fotovoltaico, strutture delle pensiline, eventuali sistemi di accumulo, opere necessarie e costi di connessione. Il bando fissa inoltre specifici limiti: opere edili fino al 10% della spesa per l’impianto, spese tecniche entro il 10% delle principali voci ammissibili e spese generali calcolate forfettariamente al 7% dei costi diretti.

Un passaggio decisivo è la diagnosi energetica dell’intero sito produttivo, obbligatoria e da allegare già alla domanda. Deve essere firmata da un tecnico abilitato e basarsi su 12 mesi consecutivi di consumi, riferiti a un periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e la data di presentazione della richiesta.

La diagnosi deve mettere in relazione consumi effettivi e produzione attesa dell’impianto e supportare l’analisi tecnico-economica del progetto. Tra gli altri allegati richiesti figurano relazione tecnica, planimetrie, computo metrico, richiesta di preventivo di connessione, documentazione sulla disponibilità dell’area e un video di massimo tre minuti di presentazione dell’impresa e dell’intervento.

 

Graduatoria: contano qualità e autoconsumo

La misura non premia semplicemente chi presenta prima la domanda. I progetti devono raggiungere almeno 50 punti su 100 e saranno valutati su qualità tecnica, riduzione delle emissioni, potenza rinnovabile installata, quota di fabbisogno coperta, sostenibilità economico-finanziaria e capacità di autoconsumare l’energia prodotta.

Rilevano inoltre la maturità del progetto, lo stato della procedura di connessione e l’integrazione con altri servizi, tra cui la mobilità elettrica. Solo in caso di parità di punteggio l’ordine cronologico di presentazione diventa un criterio di priorità.

Per le PMI interessate, quindi, il punto chiave non è anticipare di pochi minuti l’invio della domanda, ma arrivare alla finestra del 30 settembre con diagnosi energetica, progetto tecnico, connessione e documentazione già strutturati.

 

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FAQ

Il contributo copre fino al 35% delle spese ammissibili, elevabile al 40% in presenza delle premialità previste, con un massimo di 100.000 euro per progetto.

Le domande possono essere inviate tramite Sfinge2020 dalle ore 10:00 del 30 settembre alle ore 13:00 del 16 novembre 2026.

Sì. La produzione annua prevista non può superare i consumi elettrici annui del sito produttivo e sono esclusi gli impianti destinati alla cessione totale dell’energia.

Sì, purché almeno il 75% dell’energia caricata annualmente nel sistema provenga da un impianto rinnovabile direttamente collegato.

Sì. Deve riguardare l’intero sito produttivo, essere firmata da un tecnico abilitato e basarsi su 12 mesi consecutivi di consumi compresi tra il 1° gennaio 2025 e la data di presentazione della domanda.

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