Il Parlamento europeo ha approvato un obiettivo vincolante di riduzione del 90% delle emissioni nette entro il 2040 rispetto al 1990. È stato inoltre rinviato al 2028 l’avvio dell’ETS 2, il sistema di scambio di quote per trasporto stradale ed edifici.
Il Consiglio dell’Unione europea ha modificato la riserva stabilizzatrice del mercato. L’obiettivo è aumentare la prevedibilità e ridurre la volatilità dei prezzi del carbonio nella fase iniziale.
Per energy manager, ESG manager e referenti aziendali, il nuovo quadro è centrale. Incide sulla pianificazione dei costi energetici, sulla gestione del rischio regolatorio e sulle strategie di decarbonizzazione.
L’aggiornamento della Legge europea sul clima fissa un obiettivo intermedio: -90% di emissioni nette entro il 2040.
Dal 2036 sarà possibile coprire fino al 5% delle riduzioni con crediti internazionali di alta qualità. Resta obbligatoria una riduzione interna effettiva dell’85%.
È prevista una revisione biennale dei progressi. Le valutazioni si baseranno su dati scientifici aggiornati, sviluppi tecnologici, prezzi dell’energia e impatti su famiglie e imprese.
In questo contesto si inserisce l’ETS 2. La sua entrata in vigore è stata rinviata dal 2027 al 2028 per consentire un avvio più graduale.
L’ETS 2 è un mercato separato dall’ETS principale. Si basa sul meccanismo “cap-and-trade”. Viene fissato un tetto alle emissioni e le quote possono essere scambiate tra operatori.
Il numero totale di quote è limitato. Il tetto si riduce progressivamente nel tempo.
Il sistema estende il prezzo della CO₂ a:
carburanti per il trasporto stradale;
combustibili per il riscaldamento degli edifici;
piccole industrie e produzione elettrica non incluse nell’ETS 1.
L’obiettivo è ridurre del 43% le emissioni entro il 2030 rispetto al 2005.
L’obbligo di acquisto delle quote ricade sui fornitori di combustibili. I costi potranno essere trasferiti, in tutto o in parte, sui prezzi finali.
In vista del 2028, il Consiglio Ue ha modificato la market stability reserve per aumentare la prevedibilità del sistema.
Il meccanismo prevede il rilascio di quote aggiuntive quando il prezzo del carbonio supera determinate soglie. L’emendamento consente un supplemento di quote per ogni rilascio. Permette inoltre di attivare il meccanismo due volte l’anno.
In questo modo potrà essere immesso sul mercato un volume maggiore di titoli rispetto alla versione originaria.
È previsto anche un rilascio più graduale se il numero totale di quote scende sotto soglie specifiche. L’obiettivo è evitare fluttuazioni improvvise e rafforzare la stabilità del mercato.
Le proiezioni dei prezzi nell’ETS 2 restano incerte. Dipendono dalle politiche adottate e dal sostegno alle tecnologie a basse emissioni.
Il prezzo del carbonio sarà uniforme e indipendente dal reddito. Diversi Stati membri temono effetti negativi su famiglie a basso reddito e PMI.
È stato avviato un meccanismo europeo di pre-finanziamento. Sosterrà interventi su riscaldamento e mobilità a basse emissioni prima che l’ETS 2 generi entrate.
Le risorse finanzieranno efficienza energetica, elettrificazione dei consumi e infrastrutture di ricarica.
Per le imprese, il 2028 è una finestra utile per:
valutare l’esposizione indiretta ai costi del carbonio lungo la filiera;
pianificare interventi di efficienza e riduzione dei consumi;
integrare il rischio ETS 2 nei modelli di budgeting;
rafforzare le strategie ESG in linea con i target 2030 e 2040.
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L’avvio operativo è previsto per il 2028, a seguito del rinvio di un anno rispetto alla pianificazione iniziale.
Trasporto stradale, riscaldamento degli edifici, piccole industrie e produzione di elettricità non inclusa nell’ETS 1.
L’obbligo ricade sui fornitori di combustibili, che potranno trasferire i costi lungo la catena del valore.
Attraverso la riserva stabilizzatrice del mercato, che consente il rilascio aggiuntivo e più graduale di quote al superamento di determinate soglie.
Aumento potenziale dei costi energetici indiretti, maggiore attenzione alla pianificazione degli investimenti in efficienza e decarbonizzazione, integrazione del rischio carbonio nelle strategie ESG e nei modelli di previsione finanziaria.
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