Il Pacchetto Omnibus I segna una revisione significativa del quadro normativo europeo in materia di sostenibilità, intervenendo su ambito di applicazione, tempistiche e obblighi informativi legati alla CSRD e alla CSDDD. Le modifiche introducono un ridimensionamento degli obblighi, una semplificazione degli standard e nuovi strumenti per gestire il flusso informativo lungo la catena del valore.
Il percorso normativo è stato avviato dalla Commissione europea nel febbraio 2025 con l’obiettivo di semplificare il quadro regolatorio sulla sostenibilità. Il processo si è concluso con la pubblicazione della Direttiva (UE) 2026/470 il 26 febbraio 2026, che modifica sia la CSRD sia la CSDDD, aprendo la fase di recepimento da parte degli Stati membri entro dodici mesi .
Le misure introdotte mirano a ridurre il carico amministrativo sulle imprese, mantenendo al contempo gli obiettivi della strategia europea sulla sostenibilità.
Il documento definisce un calendario articolato per l’implementazione delle nuove disposizioni.
La Direttiva entra in vigore dal 18 marzo 2026, mentre il recepimento da parte degli Stati membri è previsto:
Parallelamente, sono previsti ulteriori passaggi tecnici, tra cui:
Il Pacchetto Omnibus introduce una revisione dell’ambito di applicazione della CSRD, restringendo il numero di imprese soggette agli obblighi di rendicontazione.
Rientrano nel nuovo perimetro:
Sono invece escluse:
Per le imprese che usciranno dagli obblighi è previsto un regime transitorio che mantiene la rendicontazione per alcuni esercizi.
Tra le principali novità introdotte emerge il concetto di “impresa protetta”, legato alla revisione dei rapporti informativi lungo la catena del valore.
Si tratta di imprese che:
Per queste realtà, il Pacchetto Omnibus introduce un meccanismo di tutela che limita le richieste informative provenienti dalle grandi imprese, evitando il trasferimento integrale degli obblighi lungo la filiera.
Il sistema prevede che le imprese soggette alla CSRD non possano richiedere informazioni oltre un determinato perimetro standardizzato, riducendo il carico amministrativo per i soggetti non obbligati.
All’interno di questo meccanismo, assume rilievo il VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs), che rappresenta lo standard di riferimento per le imprese non soggette agli obblighi.
Il VSME:
Pur mantenendo natura volontaria, il VSME diventa uno strumento operativo per facilitare la raccolta dati e la comunicazione tra imprese, contribuendo a ridurre la frammentazione delle richieste informative.
Il documento individua una serie di passaggi successivi per l’attuazione del Pacchetto Omnibus I.
Tra i principali:
Il Pacchetto Omnibus I ridefinisce l’architettura della normativa europea sulla sostenibilità, introducendo una riduzione dell’ambito di applicazione e una semplificazione degli obblighi. Allo stesso tempo, attraverso strumenti come il concetto di impresa protetta e il VSME, viene riorganizzato il flusso informativo lungo la catena del valore, con l’obiettivo di bilanciare le esigenze di trasparenza con la sostenibilità operativa per le imprese.
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Il Pacchetto Omnibus I è un intervento normativo della Commissione europea volto a semplificare il quadro regolatorio sulla sostenibilità d’impresa, intervenendo principalmente sulla CSRD e sulla CSDDD. Introduce modifiche agli obblighi di rendicontazione, alle tempistiche e all’ambito di applicazione.
Sono soggette agli obblighi le imprese europee con più di 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato, oltre alle imprese extra-UE con oltre 450 milioni di fatturato generato nell’Unione Europea e presenza stabile sul territorio.
L’impresa protetta è una realtà che non rientra direttamente negli obblighi della CSRD ma che opera nella catena del valore di imprese obbligate. Il Pacchetto Omnibus limita le informazioni che possono essere richieste a queste imprese, riducendo gli oneri indiretti.
Il VSME è uno standard volontario di rendicontazione pensato per le PMI. Definisce un set semplificato di informazioni ESG e rappresenta il riferimento per le richieste informative lungo la catena del valore, evitando richieste eccessive da parte delle grandi imprese.
Tra i principali step previsti vi sono l’adozione degli standard ESRS semplificati entro il 2026, la definizione dei principi tecnici di revisione entro il 2027 e il recepimento delle modifiche da parte degli Stati membri entro il 2027 per la CSRD e il 2028 per la CSDDD.
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