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Curtailment delle rinnovabili: caldo e siccità mettono alla prova la rete europea

Curtailment delle rinnovabili: caldo e siccità mettono alla prova la rete europea

Il curtailment delle rinnovabili sta diventando uno dei temi centrali nella gestione del sistema elettrico europeo. La crescita di eolico e fotovoltaico aumenta infatti le ore in cui la produzione disponibile supera la capacità locale della rete o la domanda.

Allo stesso tempo, caldo e siccità possono ridurre temporaneamente la disponibilità di alcune centrali programmabili, in particolare quelle che utilizzano corsi d’acqua per il raffreddamento.

Il sistema deve quindi gestire due condizioni opposte: eccesso di produzione rinnovabile in alcune ore e minore disponibilità di generazione programmabile in altre.

Caldo e siccità limitano la produzione nucleare

Durante agosto le temperature elevate hanno interessato diversi impianti europei.

In Francia, EDF ha fermato temporaneamente alcune unità delle centrali di Golfech e Bugey a causa delle temperature previste nella Garonna e nel Rodano. Le limitazioni erano legate ai vincoli ambientali sul prelievo e sulla restituzione dell’acqua utilizzata per il raffreddamento.

Criticità sono emerse anche lungo il Danubio. In Ungheria, tre dei quattro blocchi della centrale di Paks sono risultati temporaneamente fuori servizio, mentre un’altra unità ha funzionato a capacità ridotta.

In Romania, il basso livello del fiume ha portato all’arresto delle due unità della centrale di Cernavodă. Anche la centrale svizzera di Beznau ha modulato temporaneamente la produzione.

Le condizioni climatiche possono quindi ridurre la disponibilità di produzione programmabile proprio nelle fasi in cui la domanda elettrica cresce per effetto delle temperature elevate.

Italia: domanda elevata e fotovoltaico in crescita

In Italia la pressione si è manifestata soprattutto sul lato dei consumi.

Secondo i dati riportati nel materiale di partenza, a luglio 2026 la domanda elettrica ha raggiunto 32,5 TWh, in aumento dell’8,3% rispetto allo stesso mese del 2025.

Nello stesso periodo la produzione fotovoltaica è cresciuta del 20,6%, mentre i consumi industriali rilevati da Terna sono aumentati del 2,1%.

Il sistema deve quindi gestire profili molto diversi nel corso della giornata. Nelle ore più calde la domanda può raggiungere livelli elevati. Nelle ore centrali, invece, una forte produzione solare può generare un surplus rispetto alla capacità di assorbimento locale.

Curtailment delle rinnovabili: 802 GWh nel 2025

I dati ARERA mostrano la dimensione del fenomeno.

Nel 2025, sulle reti di alta e altissima tensione, il curtailment delle rinnovabili ha comportato una mancata produzione pari a circa:

  • 640 GWh per l’eolico;
  • 162 GWh per il fotovoltaico.

Il totale raggiunge quindi 802 GWh.

Nel 2024 i valori indicati erano pari a 347,5 GWh per l’eolico e appena 7,5 GWh per il fotovoltaico. L’incremento risulta particolarmente evidente per la produzione solare.

A questi volumi si aggiungono circa 52 GWh di idroelettrico ad acqua fluente e ulteriori quantitativi di generazione distribuita distaccata sulle reti di media tensione.

Perché aumenta il curtailment delle rinnovabili

Le cause del curtailment delle rinnovabili non sono riconducibili a un unico fattore.

Per l’eolico incidono soprattutto congestioni della rete, lavori programmati ed eccesso di generazione rispetto alla capacità di assorbimento.

Per il fotovoltaico pesano invece surplus produttivi, congestioni e indisponibilità temporanee della rete.

Anche la distribuzione geografica è significativa. Il Centro-Sud concentra il 62% della mancata produzione fotovoltaica. Sud e Centro-Sud rappresentano invece complessivamente l’83% di quella eolica.

Le criticità emergono soprattutto nelle giornate festive e nei fine settimana, quando una forte produzione rinnovabile può coincidere con una domanda elettrica più contenuta.

Curtailment delle rinnovabili nel 2026: la pressione continua

I primi dati disponibili per il 2026 confermano che il fenomeno resta rilevante.

Durante la primavera risultano circa 224 GWh di mancata produzione eolica, 182 GWh fotovoltaica e 5 GWh idroelettrica per eccesso di generazione sulle reti di alta e altissima tensione.

A questi si aggiungono circa 107 GWh di generazione distribuita distaccata sulla media tensione.

I dati sono preliminari, ma indicano una tendenza chiara: nuova capacità rinnovabile, sviluppo della rete e flessibilità devono procedere insieme.

Accumuli e flessibilità per ridurre il curtailment

La crescita del curtailment delle rinnovabili rende sempre più importanti gli strumenti di flessibilità.

Gli accumuli possono assorbire energia nelle ore di surplus e restituirla quando il sistema ne ha maggiore necessità. Anche il demand-side management può contribuire, spostando parte dei consumi verso le ore in cui la produzione rinnovabile è più elevata.

Per le imprese diventa quindi utile valutare in modo integrato:

  • profilo orario dei consumi;
  • capacità di autoconsumo;
  • sistemi di accumulo;
  • possibilità di modulare alcuni carichi produttivi.

Cosa significa per le aziende

Per le imprese non conta più soltanto quanto costa l’energia. Diventa sempre più importante anche quando viene consumata.

Un profilo di consumo più flessibile può aumentare l’autoconsumo della produzione rinnovabile e migliorare l’utilizzo dell’energia nelle ore di maggiore disponibilità.

Per aziende energivore e operatori con impianti rinnovabili, accumuli, gestione dei carichi e capacità effettivamente disponibile sulla rete diventano quindi variabili strategiche.

La crescita delle fonti rinnovabili dovrà procedere insieme al potenziamento delle infrastrutture elettriche. Ridurre il curtailment delle rinnovabili significa infatti aumentare la quota di energia pulita che il sistema riesce realmente a utilizzare.

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FAQ

È la riduzione temporanea della produzione di un impianto rinnovabile disposta per mantenere il sistema elettrico in sicurezza quando la rete non riesce a trasportare o assorbire tutta l’energia disponibile.

Sulle reti di alta e altissima tensione ARERA indica circa 640 GWh per l’eolico e 162 GWh per il fotovoltaico, per un totale di 802 GWh.

Temperature elevate e bassi livelli dei fiumi possono rendere necessario modulare o fermare temporaneamente alcuni reattori per rispettare i limiti ambientali legati al prelievo e alla restituzione dell’acqua utilizzata dagli impianti.

Sì. I dati preliminari ARERA per la primavera 2026 indicano 224 GWh di mancata produzione eolica, 182 GWh fotovoltaica e 5 GWh idroelettrica per eccesso di generazione sulle reti di alta e altissima tensione, oltre a circa 107 GWh sulla media tensione.

Accumuli, potenziamento delle reti, maggiore capacità di scambio tra zone e gestione flessibile della domanda possono aumentare la quota di energia rinnovabile effettivamente utilizzabile.

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