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Comunità Energetiche rinnovabili: la Regione Emilia-Romagna apre i contributi 2026

Comunità Energetiche rinnovabili: la Regione Emilia-Romagna apre i contributi 2026

La Regione Emilia-Romagna ha approvato la Legge Regionale n. 5 del 27 maggio 2022, con l’obiettivo di promuovere e sostenere le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e le forme di autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili. La norma mira a favorire la diffusione di modelli energetici locali attraverso specifiche misure di sostegno finanziario.

In questo quadro si inserisce il bando approvato con Delibera n. 2105 del 15 dicembre 2025, che disciplina l’accesso agli incentivi regionali per il 2026 a sostegno degli investimenti delle Comunità Energetiche Rinnovabili.

 

Obiettivi del bando CER e riferimenti normativi

Il bando dà attuazione all’azione 2.2.3 “Sostegno allo sviluppo di Comunità Energetiche” del Programma Regionale FESR 2021–2027, approvato dalla Commissione Europea e successivamente aggiornato.

L’obiettivo è favorire lo sviluppo delle CER attraverso la concessione di contributi economici destinati alla realizzazione di impianti di produzione e accumulo di energia da fonti rinnovabili, oltre alle relative spese tecniche necessarie alla loro implementazione.

 

Dotazione finanziaria

Le risorse complessivamente stanziate per il bando ammontano a 2.500.000 euro, destinati al finanziamento dei progetti ritenuti ammissibili.

 

Soggetti ammissibili

Possono accedere al contributo:

  • le Comunità Energetiche Rinnovabili già costituite;
  • i singoli membri di una CER, purché aderenti a una comunità già formalmente costituita al momento della presentazione della domanda.

 

Caratteristiche del contributo CER

Il contributo riconosciuto copre il 35% delle spese ammissibili, con una possibile premialità aggiuntiva del 5%, fino a un importo massimo di 150.000 euro per progetto.
L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto.

 

Progetti e interventi finanziabili

Sono ammissibili interventi di nuova costruzione o potenziamento di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, anche con sistemi di accumulo, a servizio delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Gli impianti devono essere di proprietà della CER o di uno dei suoi membri.

Per essere ammesso al contributo, l’impianto deve essere localizzato in Emilia-Romagna, avere il punto di connessione all’interno dell’area della cabina primaria di riferimento di almeno un membro della comunità e non superare la potenza massima installata di 1 MW.

Gli interventi dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2027, salvo eventuali proroghe autorizzate.

 

Spese ammissibili

Il bando prevede la copertura delle spese per la fornitura e posa in opera degli impianti e dei sistemi di accumulo, delle spese tecniche (ad es. di progettazione, direzione lavori e/o collaudi), delle opere murarie strettamente connesse all’installazione e posa in opera degli impianti e sistemi di accumulo e delle spese generali, entro i limiti percentuali stabiliti.

 

Presentazione delle domande per il bando CER

Le domande di contributo potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 17 marzo 2026 alle ore 13:00 del 7 maggio 2026, esclusivamente in modalità telematica tramite l’applicativo regionale SFINGE 2020, che sarà reso disponibile a partire da 2 giorni prima dell’apertura ufficiale del bando.

 

IL SUPPORTO DI CEE

Come CEE offriamo il nostro supporto per:

  • Verificare l’ammissibilità al bando sulla base dei requisiti richiesti;
  • Fornire assistenza nella presentazione delle domande di accesso;
  • Assistere nella rendicontazione delle spese e nella predisposizione di eventuali integrazioni o chiarimenti richiesti dall’ente erogatore;
  • Monitorare l’iter di approvazione e la corretta erogazione dei contributi.

 

 

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FAQ

Una CER, Comunità Energetica Rinnovabile, è un soggetto giuridico composto da cittadini, imprese o enti pubblici che producono, condividono e consumano energia da fonti rinnovabili a livello locale.

L’energia prodotta dagli impianti rinnovabili viene autoconsumata dai membri della comunità. L’energia condivisa viene valorizzata tramite specifici incentivi, senza modificare i contratti di fornitura esistenti.

Possono aderire persone fisiche, imprese, enti locali, associazioni ed enti del terzo settore, purché i punti di prelievo e di immissione siano all’interno della stessa area di cabina primaria.

I principali vantaggi sono la riduzione dei costi energetici, l’accesso a incentivi dedicati, una maggiore indipendenza energetica e benefici ambientali legati all’uso di fonti rinnovabili.

È necessario costituire un soggetto giuridico, definire uno statuto, individuare gli impianti di produzione e i membri partecipanti, e completare le procedure di registrazione e attivazione previste dalla normativa vigente.

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