La Regione Emilia-Romagna ha definito con il DL 175/2025 un progetto di legge per l’individuazione delle aree idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili, con l’obiettivo di rendere operativo il quadro normativo nazionale e disciplinare in modo puntuale lo sviluppo degli impianti sul territorio regionale.
Il provvedimento si inserisce nell’ambito della pianificazione energetica e territoriale, individuando le aree in cui l’installazione degli impianti è considerata compatibile e definendo criteri e limiti per il loro sviluppo.
Le aree idonee sono porzioni di territorio individuate dalla normativa nelle quali la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili è considerata compatibile sotto il profilo ambientale, paesaggistico e territoriale.
La loro individuazione consente di:
Le aree idonee rappresentano quindi uno strumento di pianificazione che consente di orientare lo sviluppo degli impianti in modo coerente con le caratteristiche del territorio.
Il progetto di legge della Regione Emilia-Romagna integra le disposizioni nazionali, introducendo criteri specifici per il territorio regionale e ampliando le categorie di aree idonee.
L’impostazione del provvedimento privilegia l’utilizzo di superfici già antropizzate, con l’obiettivo di limitare il consumo di suolo agricolo e favorire l’integrazione degli impianti nei contesti produttivi esistenti.
Il testo definisce inoltre criteri localizzativi e limiti quantitativi per l’installazione degli impianti, in coerenza con gli obiettivi regionali di sviluppo delle fonti rinnovabili.
Il provvedimento riguarda le principali tipologie di impianti a fonti rinnovabili, con particolare riferimento al fotovoltaico, e individua le aree idonee tra siti oggetto di bonifica, cave e discariche ripristinate, interporti, infrastrutture logistiche e aree industriali e produttive già urbanizzate, includendo in alcuni casi ambiti connessi ad attività produttive esistenti.
Il progetto di legge si inserisce nel percorso di raggiungimento degli obiettivi regionali in materia di fonti rinnovabili, prevedendo un incremento significativo della capacità installata.
Allo stesso tempo, introduce limiti per l’utilizzo delle aree agricole, attraverso soglie definite a livello regionale e comunale, con l’obiettivo di garantire un equilibrio tra sviluppo energetico e tutela del territorio.
L’individuazione delle aree idonee incide direttamente sui procedimenti autorizzativi.
Nelle aree classificate come idonee, i procedimenti risultano semplificati, in quanto la compatibilità territoriale è già stata valutata, contribuendo a ridurre i tempi di realizzazione degli impianti e a migliorare la prevedibilità dei processi.
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Le aree idonee sono porzioni di territorio individuate dalla normativa in cui è considerata compatibile l’installazione di impianti a fonti rinnovabili, come il fotovoltaico. In queste aree i procedimenti autorizzativi risultano semplificati, poiché la compatibilità ambientale e territoriale è già stata valutata a monte.
Il progetto di legge definisce le aree in cui è possibile installare impianti rinnovabili, introduce criteri localizzativi e stabilisce limiti per lo sviluppo degli impianti. L’obiettivo è favorire la diffusione delle rinnovabili garantendo al contempo la tutela del territorio.
Gli impianti possono essere installati principalmente in aree già antropizzate, come siti bonificati, cave e discariche ripristinate, interporti e aree industriali e produttive. Questa impostazione riduce l’impatto sul suolo agricolo e favorisce l’integrazione degli impianti nei contesti esistenti.
Sì, ma entro limiti definiti dalla normativa regionale. Il progetto di legge introduce soglie massime per l’utilizzo delle aree agricole, con l’obiettivo di evitare un consumo eccessivo di suolo e mantenere l’equilibrio tra produzione energetica e attività agricola.
Le aree idonee consentono una maggiore certezza normativa e una riduzione dei tempi autorizzativi, facilitando la realizzazione degli impianti e migliorando la pianificazione degli investimenti.
La normativa è attualmente in fase di approvazione da parte dell’Assemblea legislativa regionale. L’entrata in vigore è subordinata all’adozione definitiva del progetto di legge.
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