Quando si analizza una bolletta di energia elettrica e/o di gas, oltre al costo della materia prima, ai servizi di rete e alle imposte, compare una voce spesso poco compresa ma con un impatto economico molto rilevante: la spesa per gli oneri di sistema. Questa componente tariffaria si applica a tutte le utenze, indipendentemente dal fornitore scelto e dal tipo di contratto.
Gli oneri di sistema rappresentano componenti tariffarie introdotte da specifiche normative per finanziare attività di interesse generale legate al sistema energetico nazionale. In particolare, questi costi, di natura parafiscale, coprono diverse spese, tra cui:
il sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili;
le agevolazioni per imprese a forte consumo di energia;
gli interventi per la sicurezza del sistema energetico;
il sostegno alle famiglie in condizioni di disagio economico.
Di conseguenza, i fornitori riscuotono questi importi attraverso le bollette e li trasferiscono ai conti di gestione della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) e del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) gestisce e aggiorna periodicamente le aliquote degli oneri di sistema, basandosi sulle esigenze finanziarie del sistema energetico nazionale. Inoltre, ogni trimestre, gli aggiornamenti incidono direttamente sul costo finale dell’energia.
Gli oneri di sistema possono rappresentare una parte significativa del costo totale della bolletta. Ad esempio, nel 2024, l’incidenza stimata è stata di:
25-30% per l’energia elettrica;
7-10% per il gas.
Rispetto ai costi dei servizi di rete, che comprendono trasmissione, distribuzione e gestione del contatore, questi valori risultano più elevati, riducendo così la parte trattabile della fattura.
A partire dalla crisi energetica del 2021, il Governo italiano ha adottato misure straordinarie per contenere il caro energia, tra cui la riduzione e successiva sospensione degli oneri di sistema per l’elettricità e il gas.
Tuttavia, questa misura è stata temporanea. Infatti, da aprile 2023 per l’energia elettrica e da gennaio 2024 per il gas, con la riduzione dei prezzi della materia prima, il Governo ha interrotto gli stanziamenti delle risorse di Bilancio e ARERA ha progressivamente ripristinato queste voci in bolletta.
Successivamente, nel 2025, a seguito dell’impennata dei prezzi di inizio anno, il “Decreto Bollette” ha previsto l’azzeramento della componente variabile degli oneri di sistema per un semestre per le utenze in bassa tensione delle imprese.
Si tratta, però, di un’ulteriore misura transitoria, che non risolve in modo definitivo il problema dell’impatto degli oneri di sistema.
Da tempo si discute sulla necessità di rivedere il sistema di riscossione degli oneri di sistema, considerato poco trasparente e oneroso per famiglie e imprese. Per questo motivo, l’Autorità ARERA e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) hanno sottolineato l’urgenza di rimuovere l’obbligo per i fornitori di riscuotere oneri non direttamente collegati al settore energetico.
In questa direzione, la Legge di Bilancio 2023 ha avviato un percorso per trasferire progressivamente gli oneri generali alla fiscalità generale, iniziando con la “fiscalizzazione” degli oneri relativi allo smantellamento delle centrali nucleari e alla gestione dei rifiuti radioattivi. Tuttavia, questo processo richiede tempo e risorse, con una transizione graduale necessaria per garantire la sostenibilità economica.
A livello europeo, alcuni Paesi hanno già adottato strategie per alleggerire il peso degli oneri di sistema sui consumatori. Ad esempio, la Germania, dal 1° gennaio 2023, ha completamente trasferito il supplemento tariffario “EEG” (che finanzia le energie rinnovabili) alla fiscalità generale, eliminandolo così dalle bollette.
Infine, nella Gazzetta Ufficiale del 25 marzo 2025 è stata pubblicata la richiesta di alcune associazioni per promuovere un referendum abrogativo che elimini gli oneri di sistema dalle bollette.
In conclusione, una riforma in Italia potrebbe migliorare la competitività delle imprese e rendere più trasparente il costo dell’energia, favorendo una maggiore comprensione delle tariffe e facilitando la liberalizzazione del mercato energetico.
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