Il Conto Termico 3.0 sta per diventare realtà: il confronto tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e le Regioni sulla bozza del nuovo decreto è ormai prossimo alla conclusione.
Una volta ottenuto il via libera della Conferenza Unificata Stato-Regioni, il testo sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Entro novanta giorni, è prevista l’entrata in vigore.
Successivamente, il Ministero, su proposta del GSE, avrà sessanta giorni per definire le regole attuative.
Questa versione aggiornata segna un’evoluzione importante dello strumento di incentivazione.
Ampliamento dei beneficiari, nuovi interventi ammessi e accesso semplificato miglioreranno l’efficacia del sistema di supporto economico per privati, aziende e Pubbliche Amministrazioni.
Scopriamo i cambiamenti più significativi introdotti dal nuovo provvedimento.
La dotazione finanziaria del Conto Termico 3.0 arriva a 900 milioni di euro l’anno, ripartiti in modo strategico: 400 milioni sono riservati alle Amministrazioni Pubbliche, 500 milioni ai soggetti privati.
Il piano include anche 20 milioni aggiuntivi per le diagnosi energetiche preliminari effettuate dalle Amministrazioni Pubbliche, strumento utile per pianificare interventi mirati.
Una novità importante riguarda gli incentivi per privati che utilizzano una ESCo: per importi fino a 15.000 euro, il contributo sarà liquidato in un’unica soluzione, semplificando l’accesso e riducendo i tempi.
Il Conto Termico 3.0 apre la partecipazione a nuovi beneficiari.
Oltre a quelli già previsti, potranno accedere agli incentivi anche:
Gli Enti del Terzo Settore (equiparati alle PA se non svolgono attività economica);
Le Configurazioni di Autoconsumo Collettivo e le Comunità Energetiche Rinnovabili (CACER);
Gli edifici non residenziali privati del settore terziario, come uffici e attività commerciali
Il nuovo schema di decreto aggiorna le disposizioni relative agli incentivi per interventi di piccole dimensioni finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili, conformemente a quanto disposto dal DM del 16 febbraio 2016.
In ottemperanza a quanto previsto dal Decreto, sono incentivabili le seguenti due macrocategorie di intervento:
Relativamente alla prima categoria, sono stati introdotti i seguenti nuovi interventi incentivabili:
In particolare, non è invece più incentivabile la sostituzione dell'impianto di climatizzazione invernale esistente con generatore a gas a condensazione (indicato in precedenza come intervento 1.c nel Conto Termico 2.0).
Per quanto riguarda la seconda categoria le principali novità riguardano i seguenti nuovi interventi incentivabili:
Oltre alle principali novità elencate, il decreto introduce anche una serie di aggiornamenti ed ottimizzazioni agli interventi già incentivabili dal Conto Termico 2.0, che saranno definiti nelle regole applicative di prossima pubblicazione.
Un’altra delle principali novità del Conto Termico 3.0 riguarda la rivalutazione dei costi massimi ammissibili e dei valori massimi dell'incentivo per gli interventi di efficienza energetica.
In linea generale, il contributo potrà coprire fino al 65% dei costi sostenuti per la realizzazione degli interventi.
Per edifici pubblici in piccoli comuni, con popolazione fino a 15 000 abitanti, nonché per scuole e strutture sanitarie, è prevista la copertura totale della spesa (100%), finalizzata a supportare le comunità locali più vulnerabili.
Il Conto Termico 2025 rappresenta un’opportunità concreta per accelerare la transizione energetica a livello locale e privato.
Quando il decreto entrerà in vigore a tutti gli effetti, CEE sarà a disposizione per supportarvi nel:
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