Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di Energy Performance Contract (EPC) come strumento per promuovere l’efficienza energetica nelle aziende. Eppure, in Italia il loro utilizzo rimane ancora limitato, soprattutto nel settore produttivo.
Le motivazioni sono molteplici: diffidenza verso contratti di lungo periodo, timore di vincoli finanziari, scarsa conoscenza della formula e difficoltà a integrare l’EPC con i processi decisionali interni. Spesso, inoltre, prevale la preferenza per soluzioni “tradizionali” di acquisto diretto, anche quando ciò comporta tempi di ritorno più lunghi o maggiore esposizione al rischio.
Eppure l’EPC può rappresentare un alleato strategico per le imprese: permette di realizzare interventi di efficientamento senza immobilizzare capitali propri, trasferendo alla ESCo il rischio tecnico e finanziario e garantendo che il ritorno economico derivi dai reali risparmi conseguiti.
| DIFFIDENZE | VANTAGGI |
| Contratti di lungo periodo percepiti come vincolanti | Zero immobilizzazione di capitale: l’investimento è sostenuto dalla ESCo |
| Timore di “debito nascosto” o riduzione della capacità di finanziamento | Trasferimento del rischio tecnico e finanziario alla ESCo |
| Scarsa conoscenza dello strumento e delle sue regole | Garanzia di performance con risparmi monitorati e verificabili |
| Processi decisionali interni complessi che rallentano l’adozione | Allineamento con obiettivi ESG e riduzione delle emissioni, con benefici anche reputazionali |
| Priorità data agli investimenti core business rispetto all’efficienza energetica | Accelerazione degli interventi che altrimenti resterebbero in attesa di budget |
Se è vero che gli investimenti core business hanno priorità, l’EPC consente di liberare risorse interne e allo stesso tempo di contribuire agli obiettivi ESG senza distrarre capitale produttivo.
Alcuni esempi di interventi che possono essere sviluppati tramite EPC:
Il vantaggio principale sta nella condivisione degli obiettivi: la ESCo è remunerata solo se i risparmi vengono realmente conseguiti. Questo meccanismo riduce l’incertezza per l’impresa e consente di attuare piani di decarbonizzazione ed efficienza che altrimenti resterebbero sulla carta.
Per gli Energy Manager delle aziende produttive, valutare l’EPC non significa rinunciare al controllo sugli investimenti, ma dotarsi di uno strumento ulteriore per accelerare la transizione energetica con minore esposizione finanziaria e maggiore garanzia di risultato.
Approfondimento a cura di Sara Finardi.
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