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Diagnosi energetiche 2027: nuovi criteri ENEA per il monitoraggio dei consumi

Diagnosi energetiche 2027: nuovi criteri ENEA per il monitoraggio dei consumi

Le ultime verifiche condotte da ENEA sulle diagnosi energetiche presentate ai sensi del D.Lgs. 102/2014 hanno evidenziato un orientamento più rigoroso sull’utilizzo dei dati di consumo.

Le campagne temporanee di breve durata potrebbero non essere considerate sufficientemente rappresentative. Potrebbe quindi rendersi necessaria una programmazione più estesa delle misurazioni o l’installazione di sistemi permanenti di monitoraggio.

Il tema assume particolare rilevanza per le Aziende che stanno programmando le prossime diagnosi energetiche. L’urgenza riguarda soprattutto quelle che dovranno essere elaborate utilizzando i dati relativi al 2026.

Per le imprese interessate diventa quindi necessario disporre, già durante l’anno di riferimento, di misure adeguate dei principali vettori energetici e delle utenze più significative.

Le richieste di integrazione formulate da ENEA

Nel corso delle recenti attività di controllo, ENEA ha richiesto integrazioni per alcune diagnosi energetiche. In questi casi, i dati erano stati acquisiti attraverso campagne di monitoraggio temporanee di durata limitata.

Dai chiarimenti successivamente forniti è emerso che una campagna di poche settimane non sarebbe generalmente sufficiente a rappresentare in modo adeguato i profili di consumo di un sito produttivo.

Secondo l’orientamento descritto, il periodo di acquisizione dovrebbe comprendere almeno condizioni operative riconducibili alla stagione estiva e a quella invernale. Ciò consentirebbe una ricostruzione attendibile dei consumi annuali.

Un periodo di monitoraggio di almeno due mesi viene indicato come condizione minima.

I dati dovrebbero inoltre essere raccolti durante l’anno oggetto della diagnosi energetica. Non dovrebbero essere acquisiti successivamente per ricostruire a posteriori i consumi.

Diagnosi energetiche 2027: dalle campagne temporanee al monitoraggio permanente

Le indicazioni emerse incidono direttamente sulle modalità con cui vengono organizzate le campagne di misura.

La strumentazione mobile installata dalle ESCo per periodi brevi ha consentito finora di raccogliere dati puntuali sulle principali utenze. Questa modalità ha evitato alle Aziende l’onere di un sistema di monitoraggio fisso.

Tuttavia, monitoraggi estesi per diversi mesi o ripetuti in differenti stagioni richiedono una disponibilità prolungata degli strumenti. Possono inoltre risultare difficili da gestire quando devono essere eseguiti contemporaneamente su numerosi siti.

In questo contesto, una rete fissa di monitoraggio energetico rappresenta una soluzione in grado di acquisire continuativamente i consumi. Permette inoltre di registrare le variazioni legate alla stagionalità, ai livelli produttivi e alle differenti condizioni di funzionamento degli impianti.

L’orientamento di ENEA sta quindi andando verso un progressivo utilizzo di dati reali e misurati. In questo modo viene superato il ricorso esclusivo a stime o dati di bolletta per la costruzione dei modelli energetici nelle diagnosi.

Il monitoraggio viene quindi presentato come un’attività strutturale e non più come una verifica occasionale.

I vantaggi di una rete fissa di misura

Un sistema permanente consente di disporre dei dati relativi all’intero anno di riferimento. Permette inoltre di rappresentare in maniera più completa l’andamento dei consumi energetici.

La continuità delle misurazioni permette di:

  • documentare le variazioni stagionali e operative;
  • migliorare la qualità delle analisi contenute nella diagnosi;
  • ridurre il rischio di richieste di integrazione da parte di ENEA;
  • individuare anomalie, inefficienze e possibili opportunità di risparmio;
  • verificare nel tempo gli effetti degli interventi di efficientamento.

Il sistema di monitoraggio non risponde quindi esclusivamente alle esigenze documentali della diagnosi. Può essere utilizzato anche come strumento continuativo di gestione dell’energia.

Le conseguenze per le imprese energivore sulla preparazione delle diagnosi energetiche

L’adeguatezza dei dati assume particolare importanza per le imprese a forte consumo di energia soggette all’obbligo di diagnosi energetica.

Una diagnosi ritenuta non conforme può comportare richieste di integrazione. Può inoltre creare criticità rispetto agli adempimenti richiesti per l’accesso alle agevolazioni erogate direttamente in bolletta elettrica e/o al beneficio ottenuto da altre misure, come l’Energy Release 2.0.

Il materiale informativo segnala inoltre che le diagnosi non conformi, quando basate esclusivamente su stime, possono esporre a sanzioni fino a 20.000 euro.

La sanzione prevede la revoca e la restituzione integrale delle agevolazioni sugli oneri di sistema percepiti e/o l’esclusione da meccanismi come l’Energy Release 2.0.

Il pagamento della sanzione, inoltre, non elimina l’obbligo di regolarizzare la diagnosi.

Perché è necessario intervenire durante il 2026

Le prossime diagnosi energetiche saranno predisposte utilizzando i consumi del 2026.

La pianificazione deve quindi essere effettuata con anticipo. Occorre individuare le utenze energeticamente più significative, i vettori da monitorare e i punti di misura necessari.

L’orientamento emerso dalle verifiche ENEA rafforza così la necessità di passare da campagne occasionali a sistemi capaci di raccogliere dati rappresentativi per periodi estesi.

Per le imprese soggette all’obbligo, la disponibilità di misure complete durante il 2026 costituisce un elemento centrale. È necessaria per preparare le diagnosi energetiche del prossimo ciclo e ridurre il rischio di successive contestazioni o integrazioni.

 

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FAQ

Secondo l’orientamento emerso dai chiarimenti ENEA, una campagna di breve durata, ad esempio di due settimane, non è generalmente sufficiente a rappresentare in modo adeguato i profili di consumo. Il periodo minimo indicato è di almeno due mesi, fermo restando che il monitoraggio dovrebbe comprendere condizioni stagionali e operative differenti.

Il monitoraggio dovrebbe rappresentare almeno la stagionalità estiva e quella invernale. La disponibilità di dati relativi a condizioni climatiche e produttive differenti consente di ricostruire con maggiore attendibilità i consumi energetici annuali.

I dati utilizzati dovrebbero essere acquisiti durante l’anno a cui si riferisce la diagnosi energetica. Una campagna effettuata nell’anno successivo potrebbe non rappresentare correttamente le condizioni operative e i consumi del periodo esaminato.

Le indicazioni riportate non introducono espressamente un obbligo generalizzato di installazione di una rete fissa. Tuttavia, un sistema permanente rappresenta la soluzione più affidabile per raccogliere dati continui, documentare le variazioni stagionali e ridurre il rischio di richieste di integrazione da parte di ENEA.

Le prossime diagnosi energetiche saranno predisposte utilizzando i dati di consumo del 2026. Installare il sistema soltanto nei mesi precedenti alla redazione della diagnosi non consentirebbe di recuperare le misure mancanti. È quindi necessario pianificare in anticipo i punti di misura e avviare tempestivamente la raccolta dei dati.

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