E-mobility in Italia, la ricarica dell'auto elettrica: cos’è la mobilità elettrica, vantaggi e normativa di riferimento

Panoramica sullo sviluppo della mobilità elettrica in Italia, tra importanti prospettive e “range anxiety”. Viaggio nella tortuosa strada dell’elettrificazione, per il raggiungimento di una mobilità sempre più sostenibile e del potenziale abbattimento di CO2 attraverso inediti utilizzi delle fonti rinnovabili.

L’e mobility rappresenta una specifica tipologia di mobilità che fa uso di particolari sevizi e tecnologie. L’auto elettrica, alimentata per mezzo dell’infrastruttura di ricarica (denominata spesso più semplicemente colonnina di ricarica) permette un approccio vantaggioso alla mobilità, soprattutto in specifici ambiti di utilizzo come quello urbano e a corto raggio.

Il positivo contributo verso l’ambiente rispetto ai veicoli tradizionali, oltre che la possibilità di ottenere un risparmio sia in termini di CO2 prodotta che dei costi di gestione e utilizzo, promettono un importante potenziale di sviluppo nel prossimo futuro. Cerchiamo di approfondire nel seguito tutti i principali aspetti di questi nuovi servizi.

Definizione di E-mobility: cosa significa e in cosa consiste

La mobilità elettrica è una specifica tipologia di mobilità, che ha come caratteristica principale quella di prevedere l’utilizzo dell’energia elettrica come fonte primaria per la generazione dell’energia meccanica necessaria alla movimentazione di cose e persone.

L’utilizzo dell’energia elettrica come combustibile primario è reso possibile attraverso il suo stoccaggio in apposite batterie. La tecnologia ad oggi più utilizzata nei veicoli elettrici è quella delle batterie litio-ioni, le quali rappresentano anche la principale incidenza di costo di una vettura elettrica.

La mobilità elettrica però rappresenta nella sua definizione un concetto più ampio, che comprende tutti gli aspetti della filiera. I ruoli chiave sono i seguenti:

  • Fornitori di tecnologie: Rappresentano tutti i fornitori di tecnologia legati alla mobilità elettrica, dai produttori di veicoli, di batterie e di componentistica, fino ai costruttori d’infrastrutture di ricarica (colonnine) e cavi dedicati alla mobilità elettrica.
  • Charge Point Operator: Il CPO è il gestore del punto di ricarica per le vetture elettriche. È il proprietario della colonnina per la ricarica delle auto elettriche ed ha in carico tutti gli aspetti operativi legati a questo oggetto.
  • E-Mobility Provider: L’EMP è il provider del servizio di ricarica. Cura e gestisce tutti gli aspetti commerciali legati alla ricarica dei veicoli e stipula contratti con i clienti finali (EV driver) per l’erogazione dell’energia.
  • EV Driver: L’EV driver è il cliente finale, il possessore del veicolo elettrico. Questo può avere diversi contratti per gestire le ricariche nelle reti di diversi EMP, ma anche avere a casa propria una apposita infrastruttura predisposta. Può inoltre sempre decidere di non stipulare alcun contratto e ricaricare di volta in volta all’occorrenza nelle diverse infrastrutture.

Ognuno di questi attori ha determinate caratteristiche, che si evolvono nel tempo al passo del mercato, e sarebbe quindi impossibile riassumerne qui tutte le diverse specificità.

I vantaggi della mobilità elettrica

L'e-mobility è considerata una importante possibilità d’evoluzione del mondo dei trasporti per tanti diversi motivi. In primo luogo, l’importanza che negli ultimi anni è stata data dalle politiche europee e nazionali allo sviluppo d’impianti a fonte rinnovabile ha permesso la creazione di centrali elettriche diffuse su tutto il territorio. Tali centrali elettriche, quali ad esempio gli impianti eolici e fotovoltaici, sono per loro natura, delle fonti di energia non programmabili, le quali gioverebbero senz’altro della possibilità di stoccaggio che può offrire ad esempio la batteria di un veicolo elettrico.

Inoltre, i limiti sempre maggiori alle emissioni di CO2 e agli altri gas climalteranti ha reso necessario un ripensamento anche in termini di tecnologie tradizionali, come avvenuto nel caso dei motori a combustione interna, dove sono stati ormai saturati tutti i possibili livelli di evoluzione, richiedendo quindi l’ingresso di nuove tecnologie abilitanti.

Inoltre, la mobilità elettrica rappresenta la possibilità di ridurre drasticamente le emissioni nei grandi centri urbani, dove si concentrano più veicoli ed il traffico è maggiore. Questo permetterebbe da un lato l’accentramento delle emissioni in grandi centrali elettriche che riescano a massimizzare i rendimenti e minimizzare gli aspetti negativi dei combustibili tradizionali, e dall’altro, un maggior sfruttamento degli impianti a fonte rinnovabile diffusi nel territorio.

Infine, altri aspetti per nulla trascurabili sono la riduzione dell’impatto acustico dei grandi centri urbani e la riduzione dei consumi e dei rischi legati al trasporto delle fonti fossili tradizionali.

La normativa di riferimento italiana ed europea

A livello europeo è stata emanata l’importante Direttiva Europea 2014/94/UE del 22 ottobre 2014, «DAFI» (Deployment of Alternative Fuel Infrastructure). Tale normativa prevede i seguenti principali aspetti:

  • Scelta di standard tecnici per le prese di ricarica (Tipo 2 e Tipo CCS Combo2);
  • Libertà da parte degli operatori dei punti di ricarica (CPO) ad acquistare energia da tutti i fornitori del mercato;
  • Autorizzazione da parte degli operatori dei punti di ricarica (CPO) a fornire ai clienti finali servizi di ricarica su base contrattuale tramite E-mobility Provider (EMP);
  • Disponibilità di servizio di ricarica anche tramite pagamento diretto, senza vincolo di contratto.

Il recepimento italiano di tale norma è avvenuto in due diversi passaggi.

In primis è stato stilato il Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (PNire) – Legge 7 agosto 2012 n.134_ Agg.30-06-2016 nel quale sono definiti gli obiettivi italiani, l’ammontare dei fondi stanziati per il raggiungimento degli stessi, oltre che ribadite le scelte tecnologiche e l’obbligo di offrire servizi interoperabili e anche senza vincolo contrattuale per gli utenti finali.

In secondo luogo, è stato emanato il Dlgs 16-12-2016 n.257, recepimento «DAFI», nel quale si specificano le priorità ai grandi centri urbani e si definiscono gli obblighi di predisposizione delle infrastrutture di ricarica per determinate categorie di nuovi edifici ed importanti ristrutturazioni.

In futuro è comunque probabile che avvengano nuove legislazioni in materia e venga strutturato maggiormente questo mercato che in Italia risulta ancora agli albori, ma che in Europa, America, Cina, Giappone ed altri stati è già molto radicato e importante.

Panoramica sui mercati, il loro sviluppo ed il concetto d’interoperabilità

I principali mercati mondiali per numero di auto elettriche ed ibride circolanti sono quelli di Cina e Stati Uniti. Tuttavia, i mercati più maturi dal punto di vista dell’elettrificazione sono California, Olanda e, soprattutto, Norvegia, dove circa il 5% del parco auto circolante totale è elettrico.

Dal punto di vista del mercato cinese, il più grande al mondo dal 2016, la scelta d’investire in questo mercato è stata di tipo geopolitico. Per la Cina il radicale cambiamento di tecnologia è un’opportunità irripetibile di entrare nel mercato dell’Automotive mondiale, finora precluso dal “gap” di know how che sussisteva nei confronti dei costruttori tradizionali. Inoltre, le megalopoli cinesi rappresentano l’ambiente ideale per l’espansione di questa nuova tipologia di mobilità e per cercare di ridurre, almeno nei centri cittadini, l’opprimente nube di smog che spesso vi gravita attorno.

Il punto di vista del mercato norvegese è invece radicalmente diverso. Ciò che si vuole ottenere è una transizione che massimizzi l’utilizzo di fonti rinnovabili per l’alimentazione dei veicoli, così che questi ultimi possano rappresentare la primaria forma di stoccaggio dell’energia non programmabile. Per fare ciò la Norvegia ha previsto notevoli incentivazioni statali sia per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica che per l’acquisto dei mezzi elettrici da parte degli utenti finali, ottenendo una buona risposta da parte del proprio mercato interno.

Fondamentale per lo sviluppo del mercato è sicuramente il concetto di interoperabilità. Le infrastrutture di ricarica rappresentano infatti una perfetta applicazione del concetto di Internet of Things, dove, attraverso lo scambio di informazioni, deve essere necessariamente possibile far approdare qualsiasi veicolo che necessiti di rifornimento, a prescindere dal contratto che ha stipulato col proprio operatore. Per questo è necessaria, soprattutto all’inizio del mercato, una attenta vigilanza dei legislatori, che confermi le regole comuni e imponga il corretto ruolo di cooperazione tra gli operatori nella creazione di una piattaforma di roaming comune e condivisa del servizio di ricarica.

Infrastrutture di ricarica e veicoli elettrici

Le due principali tecnologie che caratterizzano la mobilità elettrica sono le infrastrutture di ricarica e le auto stesse.

  • INFRASTRUTTURE DI RICARICA (COLONNINE):
    Le colonnine di ricarica rappresentano il vero cuore del servizio offerto dagli operatori, in quanto sono la porta d’ingresso alla rete, dove si può effettuare rifornimento in base alle diverse tipologie di contratto. Le infrastrutture non sono affatto tutte uguali. In primo luogo, si distinguono le colonnine “intelligenti”, ovvero connesse alla rete, le quali hanno la possibilità di essere geolocalizzate, mostrare il proprio status (libere, occupate, fuori servizio), parlare e scambiare dati con le apps dedicate, riconoscere l’utente attraverso diversi livelli di privilegio ed interagire con la rete in cui sono installate (ad esempio autolimitando la richiesta di potenza istantanea in base alla domanda di altre utenze connesse). In secondo luogo, le caratteristiche tecniche e i tempi di ricarica variano notevolmente. Le principali suddivisioni in base alla velocità di ricarica sono le seguenti:
    • Lente (slow);
    • Accelerate (quick);
    • Rapide (fast).
    Le più comuni sono le quick, con 22 kW di potenza disponibile e circa 1,30 h di tempo di ricarica medio. Le più prestanti sono le fast, con più di 22 kW in AC oppure in DC e circa 15-20 minuti di tempo di ricarica. La tipologia di presa scelta dalle normative europee è la tipo 2 (Mennekes) per la ricarica accelerata e la CSS Combo 2 per la ricarica rapida.

  • VEICOLI ELETTRICI:
    Per quanto riguarda i veicoli elettrici, la gamma completa va dalle biciclette e i motocicli alle automobili supersportive ad alte prestazioni. Le aziende automobilistiche stanno infatti ampliando con grande velocità i modelli disponibili sul mercato e quasi tutte hanno definito una politica di transizione per entrare anche in questo settore. È importante però distinguere tra i principali acronimi delle vetture elettriche, di cui si riportano i principali nel seguito:
    • EV (Electriv vehicle);
    • HEV e PHEV (Hybrid Electric Vehicle e Plug-In Hybrid Electric Vehicle);
    • BEV (Battery electric vehicle);
    • FCEV (Fuel cell electric vehicle).
    Questi acronimi distinguono in particolar modo le tecnologie su cui si basa il mezzo di trasporto, e la presenza o meno di un motore endotermico alternativo abbinato all’elettrico, di un motore puramente elettrico o di un motore alimentato a partire da celle a combustibile.

Sicuramente ad oggi il mercato della mobilità elettrica evidenzia un grandissimo potenziale di sviluppo, che, se opportunamente interpretato, potrà portare già dai prossimi due, tre anni a rivoluzionare completamente la mobilità per come viene quotidianamente intesa.

Questo cambiamento dipenderà però dalle eventuali incentivazioni iniziali e dalla ricerca tecnologica, la quale permetterà l’abbattimento dei costi delle batterie e il miglioramento del rendimento energetico delle stesse, favorendo la circolazione dei mezzi elettrici.

CEE è sempre a disposizione dei propri Soci e Associati per confronti ed informazioni in merito alla tematica dell’E-mobility. Il Consorzio è infatti impegnato tutti i giorni a studiare tale tematica e il suo rapido sviluppo, reputandola prioritaria per il futuro del mercato energetico. CEE è infatti in contatto con i principali operatori del settore che quotidianamente lavorano perché tale mercato possa svilupparsi anche in Italia, come già avviene da diversi anni nel resto d’Europa.

Anche questo significa coprire a 360 gradi le esigenze energetiche delle imprese. Attendiamo quindi che ci contattiate in merito alla tematica e saremo ben lieti di supportarvi in ogni aspetto.

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